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III Convegno Nazionale ADVANCES IN HEMATOLOGY: ruolo dei TKI di...

III Convegno Nazionale ADVANCES IN HEMATOLOGY: ruolo dei TKI di terza generazione nelle leucemie Philadelphia positive

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.

Razionale Scientifico | III Convegno Nazionale ADVANCES IN...

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Tuttavia, l'insorgenza di resistenze e mutazioni, in particolare la mutazione T315I, ha limitato l'efficacia dei TKI di prima e seconda generazione in un sottoinsieme di pazienti.

I TKI di terza generazione sono stati sviluppati per superare le limitazioni dei precedenti, offrendo una maggiore efficacia contro mutazioni resistenti e rappresentano quindi una svolta terapeutica, permettendo di raggiungere risposte molecolari profonde e prolungate anche in pazienti precedentemente non responsivi o intolleranti.

La terza edizione del Convegno Nazionale “ADVANCES IN HEMATOLOGY: il ruolo dei TKI di terza generazione nelle leucemie Philadelphia positive” rappresenta un momento di condivisione e discussione degli update dai più recenti congressi nazionali ed internazionali a confronto con i dati emersi dalla real life in un’ottica di miglioramento del percorso diagnostico terapeutico nella gestione del paziente affetto da CML e LAL Ph+.

Le più attuali conoscenze alla base dei meccanismi delle malattie, i nuovi biomarcatori utili nella diagnosi e nella risposta alla terapia e l’utilizzo dei nuovi farmaci in grado di cronicizzare la malattia secondo un approccio terapeutico multidisciplinare e diversificato sulla base delle caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti, la prevenzione e la gestione degli eventi avversi e delle tossicità cardiovascolari, sono le tematiche che verranno analizzate nel corso delle sessioni e discusse in workshop tematici.

Razionale Scientifico

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Tuttavia, l'insorgenza di resistenze e mutazioni, in particolare la mutazione T315I, ha limitato l'efficacia dei TKI di prima e seconda generazione in un sottoinsieme di pazienti.

I TKI di terza generazione sono stati sviluppati per superare le limitazioni dei precedenti, offrendo una maggiore efficacia contro mutazioni resistenti e rappresentano quindi una svolta terapeutica, permettendo di raggiungere risposte molecolari profonde e prolungate anche in pazienti precedentemente non responsivi o intolleranti.

La terza edizione del Convegno Nazionale “ADVANCES IN HEMATOLOGY: il ruolo dei TKI di terza generazione nelle leucemie Philadelphia positive” rappresenta un momento di condivisione e discussione degli update dai più recenti congressi nazionali ed internazionali a confronto con i dati emersi dalla real life in un’ottica di miglioramento del percorso diagnostico terapeutico nella gestione del paziente affetto da CML e LAL Ph+.

Le più attuali conoscenze alla base dei meccanismi delle malattie, i nuovi biomarcatori utili nella diagnosi e nella risposta alla terapia e l’utilizzo dei nuovi farmaci in grado di cronicizzare la malattia secondo un approccio terapeutico multidisciplinare e diversificato sulla base delle caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti, la prevenzione e la gestione degli eventi avversi e delle tossicità cardiovascolari, sono le tematiche che verranno analizzate nel corso delle sessioni e discusse in workshop tematici.

Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Tuttavia, l'insorgenza di resistenze e mutazioni, in particolare la mutazione T315I, ha limitato l'efficacia dei TKI di prima e seconda generazione in un sottoinsieme di pazienti.

I TKI di terza generazione sono stati sviluppati per superare le limitazioni dei precedenti, offrendo una maggiore efficacia contro mutazioni resistenti e rappresentano quindi una svolta terapeutica, permettendo di raggiungere risposte molecolari profonde e prolungate anche in pazienti precedentemente non responsivi o intolleranti.

La terza edizione del Convegno Nazionale “ADVANCES IN HEMATOLOGY: il ruolo dei TKI di terza generazione nelle leucemie Philadelphia positive” rappresenta un momento di condivisione e discussione degli update dai più recenti congressi nazionali ed internazionali a confronto con i dati emersi dalla real life in un’ottica di miglioramento del percorso diagnostico terapeutico nella gestione del paziente affetto da CML e LAL Ph+.

Le più attuali conoscenze alla base dei meccanismi delle malattie, i nuovi biomarcatori utili nella diagnosi e nella risposta alla terapia e l’utilizzo dei nuovi farmaci in grado di cronicizzare la malattia secondo un approccio terapeutico multidisciplinare e diversificato sulla base delle caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti, la prevenzione e la gestione degli eventi avversi e delle tossicità cardiovascolari, sono le tematiche che verranno analizzate nel corso delle sessioni e discusse in workshop tematici.

ECM

N. crediti formativi: 8,4
ID ECM evento: 150-432710

Destinatari
Medico chirurgo specialista in: Cardiologia, Ematologia, Medicina interna, Oncologia, Farmacologia e tossicologia clinica; Farmacista pubblico del SSN; Tecnico sanitario laboratorio biomedico


Ref. Elena Fiore
e-mail: elena.fiore@effetti.it

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