III Convegno Nazionale ADVANCES IN HEMATOLOGY: ruolo dei TKI di...
III Convegno Nazionale ADVANCES IN HEMATOLOGY: ruolo dei TKI di terza generazione nelle leucemie Philadelphia positive
Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.
Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.
Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.
Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.
Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Faculty | Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine.
Faculty | III Convegno Nazionale ADVANCES IN HEMATOLOGY: ruolo...
RESPONSABILI SCIENTIFICI
- Fabrizio Pane, A.O.U. Federico II - Università di Napoli Federico II, Napoli;
- Gianantonio Rosti, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) - IRCCS, Meldola (FC).
FACULTY
- Elisabetta Abruzzese, Ospedale S. Eugenio, ASL Roma 2;
- Francesco Albano, Università degli Studi “Aldo Moro”, Bari;
- Mario Annunziata, A.O.R.N. Antonio Cardarelli, Napoli;
- Massimo Breccia, Università Policlinico Umberto I - Sapienza, Roma;
- Anna Candoni, Clinica Ematologica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena;
- Giovanni Caocci, Università degli Studi di Cagliari;
- Fausto Castagnetti, Policlinico Sant’Orsola, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna;
- Marco Cerrano, Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza, Torino;
- Sabina Chiaretti, Università Policlinico Umberto I - Sapienza, Roma;
- Pietro Cortesi, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) - IRCCS, Meldola (FC);
- Mario Delia, Azienda Ospedaliera Policlinico Consorziale, Bari;
- Carmen Fava, Università degli Studi di Torino;
- Antonella Gozzini, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze;
- Tamara Intermesoli, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo;
- Alessandra Iurlo, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano;
- Federico Lussana, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo;
- Alessandra Malato, Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello, Palermo;
- Massimo Martino, Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi- Melacrino-Morelli” Reggio Calabria;
- Cristina Papayannidis, Policlinico Sant’Orsola, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna;
- Antonella Russo Rossi, Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico, Bari;
- Barbara Scappini, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze;
- Anna Rita Scortechini, Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, Ancona;
- Simona Soverini, Università degli Studi di Bologna;
- Paolo Spallarossa, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova;
- Fabio Stagno, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Martino”, Università di Messina;
- Mario Tiribelli, Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria della Misericordia, Università degli Studi di Udine.
Negli ultimi due decenni, l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) ha rivoluzionato il trattamento delle leucemie Ph+, in particolare la leucemia mieloide cronica (CML) e la leucemia linfoblastica acuta (LAL) con una drastica riduzione della mortalità e un netto miglioramento della sopravvivenza a lungo termine. Tuttavia, l'insorgenza di resistenze e mutazioni, in particolare la mutazione T315I, ha limitato l'efficacia dei TKI di prima e seconda generazione in un sottoinsieme di pazienti.
I TKI di terza generazione sono stati sviluppati per superare le limitazioni dei precedenti, offrendo una maggiore efficacia contro mutazioni resistenti e rappresentano quindi una svolta terapeutica, permettendo di raggiungere risposte molecolari profonde e prolungate anche in pazienti precedentemente non responsivi o intolleranti.
La terza edizione del Convegno Nazionale “ADVANCES IN HEMATOLOGY: il ruolo dei TKI di terza generazione nelle leucemie Philadelphia positive” rappresenta un momento di condivisione e discussione degli update dai più recenti congressi nazionali ed internazionali a confronto con i dati emersi dalla real life in un’ottica di miglioramento del percorso diagnostico terapeutico nella gestione del paziente affetto da CML e LAL Ph+.
Le più attuali conoscenze alla base dei meccanismi delle malattie, i nuovi biomarcatori utili nella diagnosi e nella risposta alla terapia e l’utilizzo dei nuovi farmaci in grado di cronicizzare la malattia secondo un approccio terapeutico multidisciplinare e diversificato sulla base delle caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti, la prevenzione e la gestione degli eventi avversi e delle tossicità cardiovascolari, sono le tematiche che verranno analizzate nel corso delle sessioni e discusse in workshop tematici.
RESPONSABILI SCIENTIFICI
- Fabrizio Pane, A.O.U. Federico II - Università di Napoli Federico II, Napoli;
- Gianantonio Rosti, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) - IRCCS, Meldola (FC).
FACULTY
- Elisabetta Abruzzese, Ospedale S. Eugenio, ASL Roma 2;
- Francesco Albano, Università degli Studi “Aldo Moro”, Bari;
- Mario Annunziata, A.O.R.N. Antonio Cardarelli, Napoli;
- Massimo Breccia, Università Policlinico Umberto I - Sapienza, Roma;
- Anna Candoni, Clinica Ematologica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena;
- Giovanni Caocci, Università degli Studi di Cagliari;
- Fausto Castagnetti, Policlinico Sant’Orsola, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna;
- Marco Cerrano, Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza, Torino;
- Sabina Chiaretti, Università Policlinico Umberto I - Sapienza, Roma;
- Pietro Cortesi, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) - IRCCS, Meldola (FC);
- Mario Delia, Azienda Ospedaliera Policlinico Consorziale, Bari;
- Carmen Fava, Università degli Studi di Torino;
- Antonella Gozzini, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze;
- Tamara Intermesoli, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo;
- Alessandra Iurlo, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano;
- Federico Lussana, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo;
- Alessandra Malato, Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello, Palermo;
- Massimo Martino, Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi- Melacrino-Morelli” Reggio Calabria;
- Cristina Papayannidis, Policlinico Sant’Orsola, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna;
- Antonella Russo Rossi, Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico, Bari;
- Barbara Scappini, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze;
- Anna Rita Scortechini, Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, Ancona;
- Simona Soverini, Università degli Studi di Bologna;
- Paolo Spallarossa, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova;
- Fabio Stagno, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Martino”, Università di Messina;
- Mario Tiribelli, Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria della Misericordia, Università degli Studi di Udine.