D.ONE Dual therapy. Onboarding for Naive Experience - Focus on...
D.ONE Dual therapy. Onboarding for Naive Experience - Focus on paziente late presenter
Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo. Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo.
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Razionale Scientifico | D.ONE Dual therapy. Onboarding for Naive...
L’infezione da HIV rappresenta una patologia cronica complessa che richiede un aggiornamento continuo dei professionisti sanitari in relazione all’evoluzione delle strategie terapeutiche e organizzative dell’assistenza. Le attuali evidenze scientifiche e le linee guida internazionali raccomandano l’avvio tempestivo della terapia antiretrovirale (ART) nei pazienti con nuova diagnosi, anche attraverso approcci di tipo test-and-treat, al fine di ottenere una rapida soppressione virologica, migliorare la ritenzione in cura e ridurre il rischio di trasmissione del virus.
Negli ultimi anni, l’introduzione di regimi terapeutici semplificati a due farmaci ha modificato il paradigma tradizionale della terapia antiretrovirale, offrendo nuove opportunità nella gestione dei pazienti ART-naive. In particolare, la duplice terapia a base di dolutegravir/lamivudina (DTG/3TC) ha dimostrato elevata efficacia virologica, un’elevata barriera genetica alla resistenza e un profilo di sicurezza favorevole, risultando non inferiore ai regimi standard a tre farmaci negli studi clinici randomizzati di fase III (GEMINI-1 e GEMINI-2), con dati di efficacia e tollerabilità confermati nel lungo periodo.
A tali evidenze si affiancano dati di real-world evidence che documentano l’efficacia e la sicurezza della duplice terapia anche in sottopopolazioni considerate clinicamente più complesse, quali i pazienti con elevata carica virale all’esordio. In questi contesti, DTG/3TC ha mostrato tassi di soppressione virologica comparabili ai regimi tripli, con un buon recupero immunologico e una limitata incidenza di eventi avversi, contribuendo a ridurre l’esposizione farmacologica complessiva e il rischio di tossicità a lungo termine.
Un ulteriore ambito di crescente interesse clinico è rappresentato dall’utilizzo della duplice terapia nei percorsi di avvio rapido della ART. Studi dedicati, come lo studio STAT, hanno evidenziato come l’inizio immediato di DTG/3TC nei pazienti con nuova diagnosi, prima della disponibilità completa dei risultati laboratoristici basali, consenta di ottenere elevati tassi di soppressione virologica e un buon profilo di sicurezza, anche in presenza di viremia elevata o bassa conta dei CD4. Tali risultati supportano la fattibilità e la sicurezza di strategie di semplificazione terapeutica anche nei contesti di maggiore urgenza clinica, purché inserite in percorsi strutturati di follow-up e rivalutazione.
Nonostante la disponibilità di solide evidenze scientifiche, persistono nella pratica clinica alcuni bisogni formativi legati alla corretta selezione dei pazienti, all’inquadramento dei diversi scenari clinici di esordio e alla gestione pratica della duplice terapia nei pazienti naive. In particolare, risulta necessario favorire un confronto multidisciplinare sulle modalità di onboarding terapeutico, sull’interpretazione dei dati di letteratura e sull’integrazione delle nuove strategie terapeutiche nei percorsi assistenziali reali.
Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo.
L’infezione da HIV rappresenta una patologia cronica complessa che richiede un aggiornamento continuo dei professionisti sanitari in relazione all’evoluzione delle strategie terapeutiche e organizzative dell’assistenza. Le attuali evidenze scientifiche e le linee guida internazionali raccomandano l’avvio tempestivo della terapia antiretrovirale (ART) nei pazienti con nuova diagnosi, anche attraverso approcci di tipo test-and-treat, al fine di ottenere una rapida soppressione virologica, migliorare la ritenzione in cura e ridurre il rischio di trasmissione del virus.
Negli ultimi anni, l’introduzione di regimi terapeutici semplificati a due farmaci ha modificato il paradigma tradizionale della terapia antiretrovirale, offrendo nuove opportunità nella gestione dei pazienti ART-naive. In particolare, la duplice terapia a base di dolutegravir/lamivudina (DTG/3TC) ha dimostrato elevata efficacia virologica, un’elevata barriera genetica alla resistenza e un profilo di sicurezza favorevole, risultando non inferiore ai regimi standard a tre farmaci negli studi clinici randomizzati di fase III (GEMINI-1 e GEMINI-2), con dati di efficacia e tollerabilità confermati nel lungo periodo.
A tali evidenze si affiancano dati di real-world evidence che documentano l’efficacia e la sicurezza della duplice terapia anche in sottopopolazioni considerate clinicamente più complesse, quali i pazienti con elevata carica virale all’esordio. In questi contesti, DTG/3TC ha mostrato tassi di soppressione virologica comparabili ai regimi tripli, con un buon recupero immunologico e una limitata incidenza di eventi avversi, contribuendo a ridurre l’esposizione farmacologica complessiva e il rischio di tossicità a lungo termine.
Un ulteriore ambito di crescente interesse clinico è rappresentato dall’utilizzo della duplice terapia nei percorsi di avvio rapido della ART. Studi dedicati, come lo studio STAT, hanno evidenziato come l’inizio immediato di DTG/3TC nei pazienti con nuova diagnosi, prima della disponibilità completa dei risultati laboratoristici basali, consenta di ottenere elevati tassi di soppressione virologica e un buon profilo di sicurezza, anche in presenza di viremia elevata o bassa conta dei CD4. Tali risultati supportano la fattibilità e la sicurezza di strategie di semplificazione terapeutica anche nei contesti di maggiore urgenza clinica, purché inserite in percorsi strutturati di follow-up e rivalutazione.
Nonostante la disponibilità di solide evidenze scientifiche, persistono nella pratica clinica alcuni bisogni formativi legati alla corretta selezione dei pazienti, all’inquadramento dei diversi scenari clinici di esordio e alla gestione pratica della duplice terapia nei pazienti naive. In particolare, risulta necessario favorire un confronto multidisciplinare sulle modalità di onboarding terapeutico, sull’interpretazione dei dati di letteratura e sull’integrazione delle nuove strategie terapeutiche nei percorsi assistenziali reali.
Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo.
L’infezione da HIV rappresenta una patologia cronica complessa che richiede un aggiornamento continuo dei professionisti sanitari in relazione all’evoluzione delle strategie terapeutiche e organizzative dell’assistenza. Le attuali evidenze scientifiche e le linee guida internazionali raccomandano l’avvio tempestivo della terapia antiretrovirale (ART) nei pazienti con nuova diagnosi, anche attraverso approcci di tipo test-and-treat, al fine di ottenere una rapida soppressione virologica, migliorare la ritenzione in cura e ridurre il rischio di trasmissione del virus.
Negli ultimi anni, l’introduzione di regimi terapeutici semplificati a due farmaci ha modificato il paradigma tradizionale della terapia antiretrovirale, offrendo nuove opportunità nella gestione dei pazienti ART-naive. In particolare, la duplice terapia a base di dolutegravir/lamivudina (DTG/3TC) ha dimostrato elevata efficacia virologica, un’elevata barriera genetica alla resistenza e un profilo di sicurezza favorevole, risultando non inferiore ai regimi standard a tre farmaci negli studi clinici randomizzati di fase III (GEMINI-1 e GEMINI-2), con dati di efficacia e tollerabilità confermati nel lungo periodo.
A tali evidenze si affiancano dati di real-world evidence che documentano l’efficacia e la sicurezza della duplice terapia anche in sottopopolazioni considerate clinicamente più complesse, quali i pazienti con elevata carica virale all’esordio. In questi contesti, DTG/3TC ha mostrato tassi di soppressione virologica comparabili ai regimi tripli, con un buon recupero immunologico e una limitata incidenza di eventi avversi, contribuendo a ridurre l’esposizione farmacologica complessiva e il rischio di tossicità a lungo termine.
Un ulteriore ambito di crescente interesse clinico è rappresentato dall’utilizzo della duplice terapia nei percorsi di avvio rapido della ART. Studi dedicati, come lo studio STAT, hanno evidenziato come l’inizio immediato di DTG/3TC nei pazienti con nuova diagnosi, prima della disponibilità completa dei risultati laboratoristici basali, consenta di ottenere elevati tassi di soppressione virologica e un buon profilo di sicurezza, anche in presenza di viremia elevata o bassa conta dei CD4. Tali risultati supportano la fattibilità e la sicurezza di strategie di semplificazione terapeutica anche nei contesti di maggiore urgenza clinica, purché inserite in percorsi strutturati di follow-up e rivalutazione.
Nonostante la disponibilità di solide evidenze scientifiche, persistono nella pratica clinica alcuni bisogni formativi legati alla corretta selezione dei pazienti, all’inquadramento dei diversi scenari clinici di esordio e alla gestione pratica della duplice terapia nei pazienti naive. In particolare, risulta necessario favorire un confronto multidisciplinare sulle modalità di onboarding terapeutico, sull’interpretazione dei dati di letteratura e sull’integrazione delle nuove strategie terapeutiche nei percorsi assistenziali reali.
Il progetto formativo “D.ONE - Dual therapy. Onboarding for Naive Experience” si propone di rispondere a tali bisogni, offrendo strumenti utili a supportare il processo decisionale, promuovere un approccio personalizzato alla terapia antiretrovirale iniziale e migliorare la qualità dell’assistenza alle persone che vivono con HIV, con potenziali ricadute positive in termini di efficacia clinica, aderenza terapeutica e sostenibilità del trattamento nel lungo periodo.